Che cos’è lo sviluppo sostenibile: esempi e definizione

Avrai sicuramente sentito parlare degli scioperi per l’ambiente organizzati da Greta Thunberg. La giovane svedese e tutti coloro che hanno sposato la sua causa vogliono sensibilizzare i potenti nei confronti di un problema che se non viene affrontato immediatamente può creare gravi prospettive per il futuro del nostro pianeta, quindi dell’umanità. La soluzione che propongono è quella di mettere in pratica azioni di sviluppo sostenibile a livello mondiale, così da poter continuare a veder vivere la Terra, senza consumarne del tutto le risorse.

Ovviamente se ognuno di noi, nel proprio piccolo, facesse qualcosa, la soluzione potrebbe comunque cambiare: sarebbe una rivoluzione dal basso, ma sarebbe comunque qualcosa. Ma tu sai in cosa consiste lo sviluppo sostenibile? Se la risposta è no oppure hai qualche dubbio lasciati guidare dallo Staff di Unicusano Reggio Calabria. Letto questo articolo sarai più consapevole e potrai fare la tua parte per contrastare questa tremenda prospettiva.

Perché è necessario lo sviluppo sostenibile

Il progresso dell’uomo nell’ultimo secolo ha portato dei cambiamenti che hanno notevolmente migliorato la vita della maggior parte delle persone. Nei cosiddetti “paesi industrializzati” il benessere è più o meno diffuso ed apparentemente tutto questo ha solo aspetti positivi. Ma c’è sempre un prezzo da pagare. Purtroppo finora produzione e consumo sono stati sinonimi di inquinamento. Continuando a questi ritmi, nel giro di qualche anno supereremo la “soglia massima di sopportazione” ed entreremo in una fase dalla quale non c’è più possibilità di ritorno.

In poche parole saremo la causa del “soffocamento” del nostro pianeta, con tutto quello che questo potrà comportare. Da quello che sappiamo, è la prima volta dalla comparsa della vita che una specie riesce nel modificare i sistemi naturali, modificandone profondamente l’evoluzione.

Un cambiamento di rotta non è solamente necessario, ma fondamentale. E la consapevolezza di tutto ciò dev’essere la base per politiche socio-economiche che permettano uno sviluppo sostenibile, quindi di andare nella giusta direzione.

L’Antropocene

Il premio Nobel Paul Crutzen ha proposto di definire l’epoca in cui stiamo vivendo Antropocene. Il nome sta a significare che viviamo nell’unico periodo storico in cui l’impatto dell’umanità sull’ambiente è più potente della forza della natura. Spostiamo più materia di vulcani e vento. Stiamo facendo alterare il ciclo dell’acqua, quindi quello della vita. Produciamo talmente tanti gas serra da aver innescato un innegabile cambiamento climatico. Troppe specie animali si stanno estinguendo e noi, forti della nostra posizione nella piramide alimentare, continuiamo a vivere prendendo oggi il più possibile, senza preoccuparci troppo del futuro.

Eppure dovremmo. Tornare indietro non è possibile, quindi difficilmente riusciremo a recuperare quanto fatto. Ma iniziando ora con uno sviluppo sostenibile, potremo tentare di arginare questa situazione e quantomeno gestirla.

Quando si è iniziato a parlarne

Nel 1973, con la guerra tra Israele ed i paesi arabi, il blocco da parte di questi ultimi delle esportazioni di petrolio e quindi l’aumento dei costi dell’energia, l’Occidente è messo di fronte alla sua “dipendenza” dai combustibili fossili. Per la prima volta le fonti rinnovabili di energia vengono dunque prese in considerazione come una valida alternativa.

Contemporaneamente la comunità scientifica inizia a produrre i primi report che mettono in strettissima correlazione la produzione illimitata, l’inquinamento, l’aumento della popolazione e l’esaurimento delle risorse.

La ricerca di una soluzione

Una crescita economica consapevole sembra essere l’unica soluzione. Da quel momento in poi dunque sono andate a formarsi organizzazioni internazionali, di natura pubblica ma anche privata, con l’unico scopo di lavorare a veri e propri decaloghi di comportamento. Ma anche per porsi degli obiettivi comuni, affinché si potesse procedere in maniera compatta verso quello che poi verrà chiamato sviluppo sostenibile.

Che cos’è lo sviluppo sostenibile

Lo sviluppo sostenibile è una forma di sviluppo economico compatibile con la salvaguardia dell’ambiente. Una definizione ampiamente condivisa a livello internazionale è quella estrapolata dal rapporto Brundtlad del 1987

Lo sviluppo sostenibile, lungi dall’essere una definitiva condizione di armonia è piuttosto un processo di cambiamento tale per cui lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, l’ordinamento dello sviluppo tecnologico e i cambiamenti istituzionali siano resi coerenti con i bisogni futuri, oltre che con gli attuali.

Nello stesso rapporto è sottolineata, anzi enfatizzata la necessità di dare la dovuta importanza alla tutela dei bisogni di tutti gli individui. Finora abbiamo assistito ad uno squilibrio troppo forte tra i paesi ricchi e quelli poveri del mondo. In questo senso, l’aspirazione è quella di creare migliori condizioni di vita per chiunque, quindi di coinvolgere la maggioranza dei cittadini a partecipare attivamente. Così i processi non solo saranno veramente democratici, ma permetteranno anche agli ultimi di far sentire la propria voce a livello internazionale.

economia circolare

Le componenti dello sviluppo sostenibile

Proprio per questi motivi lo sviluppo sostenibile è possibile solamente dall’unione di tre aspetti:

  • economico, perché è sempre fondamentale generare reddito e lavoro per il sostentamento della popolazione;
  • sociale, così da garantire condizioni di benessere (dunque salute, sicurezza, istruzione, democrazia, partecipazione, giustizia) equamente distribuite per classi e genere;
  • ambientale, per mantenere qualità e riproducibilità delle risorse naturali.

Esempi di sviluppo sostenibile

Il progresso oggi è strettamente connesso con attività volte a tenere in gran considerazione l’impatto economico, sociale ed ambientale dello sviluppo. Per questo sia le più grandi che le più piccole aziende, di qualsiasi genere, vanno verso questa direzione. Ricerche per l’utilizzo di materiali sostenibili, applicazioni e sfruttamento di forme di energia rinnovabili, pratiche per riequilibrare le materie prime utilizzate per la produzione sono solo alcuni degli esempi di sviluppo sostenibile che possiamo portarti.

L’importanza delle istituzioni

Va anche detto che le istituzioni hanno un ruolo fondamentale per dettare le regole che imprese e cittadini devono seguire per cambiare il loro atteggiamento. E ovviamente devono essere le prime a dare il buon esempio.

Ritornando al discorso iniziale, è proprio per questo motivo che Greta ha iniziato a scioperare di fronte al Parlamento svedese. Perché le prime persone a doverla ascoltare erano proprio lì dentro. Ed è per questo che i suoi viaggi in tutta Europa, e gli incontri con le più alte cariche politiche di diversi paesi, hanno avuto un grande valore. Ci auguriamo però che non sia solo simbolico.

Una questione di educazione

Un ruolo molto importante nella sensibilizzazione su questa materia lo ha la scuola. Perché per quanto le istituzioni possano “dettare regole dall’alto” è fondamentale educare le nuove generazioni a diventare parte attiva del cambiamento. Se sei particolarmente sensibile al tema e magari hai intenzione di studiare Scienze della Formazione devi pensare che avrai modo di parlare a coloro che vivranno il mondo del futuro. Quel mondo a cui oggi, continuando così, non stiamo dando troppe possibilità di sopravvivenza.

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